Autorizzazione paesaggistica in aree vincolate

Definizione di area vincolata

Fira Imerovigli

Si definiscono beni culturali quelli per cui risulti in atto un provvedimento di “dichiarazione di interesse culturale” che sottopone il bene alle adeguate prescrizioni di tutela (cosiddetto vincolo).

Sono beni culturali «le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etno-antropologico, archivistico e bibliografico» nonché le altre cose individuate dalla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.

Quindi, anche il paesaggio che presenta interesse artistico e storico, le aree di bellezze naturali possono essere oggetto di vincolo.

I principali obblighi a cui sono sottoposti i proprietari di beni culturali riguardano la loro protezione e conservazione.

Qualsiasi intervento edilizio su beni culturali vincolati deve essere preventivamente autorizzato dalla competente Soprintendenza.

I proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, dei beni culturali vincolati hanno l’obbligo di sottoporre alla Soprintendenza i progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenerne la preventiva autorizzazione.

Definizione di Paesaggio

Convenzione Europea del Paesaggio – (C.E.P.)

Per paesaggio si intende «Una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle persone, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni».

Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n° 42 – “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”

Art. 131, comma 1: «Per paesaggio si intende il territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni».

Alex_2011-AGO-Val-Venosta033-300     Alex_Pianosa004-3001 Interventi urbanistici ed edilizi di vari periodi storici, lungo le coste dei nostri laghi e mari

Normativa

Il Decreto Legislativo n° 22 del 22/01/2004, denominato “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, ha assorbito le precedenti normative che disciplinavano la materia della tutela:

- Legge n° 1089 del 01/06/1939 “Tutela delle cose di interesse artistico e storico”;

- Legge n° 1497 del 29/06/1939 “Protezione delle bellezze naturali”.

I beni culturali si dividono in pubblici o privati in ragione della loro appartenenza ad Enti pubblici o a soggetti privati.

Con l’entrata in vigore del Codice è stata introdotta la norma che prevede l’accertamento specifico dell’interesse storico-artistico del bene.

Nello specifico l’art. 12 del D. L.gs 42/2004 prevede che le cose mobili ed immobili appartenenti ad enti pubblici ed a persone giuridiche private senza scopo di lucro, che rivestano interesse artistico, storico, ecc., risalgano ad oltre cinquant’anni e siano di autore non più vivente, vengano sottoposte ad un apposito procedimento di verifica, volto ad accertare la sussistenza o meno di detto interesse. In attesa della verifica, tali cose sono in via provvisoria soggette alla disciplina di tutela prevista dal Codice. L’esito della verifica – che è promossa d’ufficio o su richiesta dell’ente proprietario – se positivo, comporta la definitiva sottoposizione del bene alla disciplina di tutela, se negativo, la fuoruscita da detta disciplina.

 

Dalla qualifica di bene culturale consegue per il proprietario tutta una serie di vincoli ed oneri dettagliatamente disciplinati dal Codice stesso.

Il bene culturale è oggetto di una disciplina finalizzata alla sua conservazione attraverso norme che ne assicurano una coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.

Alex_Pianosa010-300   Interventi invasivi lungo le coste

L’art. 134 del Codice definisce beni paesaggistici:

a) gli “Immobili ed aree di notevole interesse pubblico” di cui all’art. 136, individuati negli artt. da 138 a 141;

b) le “Aree tutelate per legge” di cui all’art. 142;

c) gli ulteriori immobili e le aree specificamente individuati ai termini dell’art. 136 e sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli artt. 143 e 156.

L’art. 136 del Codice definisce aree di notevole interesse pubblico:

a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali;

b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della parte II del presente Codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;

c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici;

d) le bellezze panoramiche e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

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Il canale Navile a Bologna. Scolo delle acque di un’abitazione.

Tali immobili ed aree di interesse paesaggistico sono oggetto di protezione.

Ai sensi dell’art. 146 del Codice i proprietari di essi non possono distruggerli, né introdurvi modificazioni ai valori paesaggistici.

I proprietari hanno l’obbligo di presentare alle amministrazioni competenti il progetto degli interventi che intendano intraprendere, richiedendone in precedenza l’Autorizzazione Paesaggistica.

L’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l’intervento urbanistico-edilizio.

Sull’istanza di autorizzazione paesaggistica si pronuncia la Regione, dopo avere acquisito il parere vincolante della Soprintendenza in relazione agli interventi da eseguirsi.

La regione può delegare l’esercizio della funzione autorizzatoria in materia di paesaggio, per i rispettivi territori, a province, a forme associative e di cooperazione fra enti locali, agli enti parco, ovvero ai comuni i quali recepiscono la lista delle aree vincolate ed i conseguenti provvedimenti di tutela nei propri piani e regolamenti urbanistici.

 

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elementi di mitigazione e compensazione negli interventi da realizzare

simulazione dello stato dei luoghi dopo gli interventi di progetto

I criteri di redazione ed i contenuti della relazione paesaggistica, per la valutazione di compatibilita’ paesaggistica, sono indicati dal D.P.C.M. del 12/12/2005.

 

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